The Fat Diary 05

Qualche tempo mi è capitato di assistere ad un episodio di grassofobia travestito da “buongusto”. Mi spiego.

Passeggiavo nel centro della mia città con un paio di persone, amici. Ad un certo punto passiamo davanti ad un bar e l’amico nota due ragazze che prendono un aperitivo. Una di loro ha un tatuaggio sul braccio, non ricordo se fosse grosso o piccolo, colorato o nero, ricordo solo che aveva un tatuaggio sul braccio. Il mio amico, una volta superate le ragazze, ha detto che secondo lui le persone grasse non dovrebbero farsi tatuaggi in zone come quelle (NdA non ricordo le parole precise, ma il discorso era questo).

Io lo guardo piuttosto perplessa e domando spiegazioni. Perché per me una persona, a prescindere dal peso e dalle dimensioni, i tatuaggi se li può fare dove minchia gli pare.

L’amico risponde che il motivo è puramente estetico, perché poi se queste persone ingrasseranno il tatuaggio si sgranerà e se dimagriranno diventerà brutto per via della pelle cadente.

Se questi dicorsi mi fossero stati fatti in tempi più recenti avrei liquidato la cosa dicendo un sereno fanculo, ma all’epoca era ancora molto molto molto a disagio con il mio grasso e di quelle parole feci una nota mentale. Niente tatuaggi sulla ciccia molle, perché sono brutti.

Come qualcuno di voi avrà notato nel corso dell’ultimo anno, io ho un tatuaggio abbastanza grande sul braccio destro. Esatto, un tatuaggio là dove c’è la ciccia molle, che se muovo il braccio sembra che la sirena sia ballando la macarena.

Cos’è cambiato? Io. La percezione che ho di me stessa e un profondo, arrogante, sublime senso di “Il corpo è mio e me lo gestisco io” che mi pervade ogni volta un esteta di stoca**o mi viene a dire che dovrei: dimagrire, farmi le sopracciglia, dare una sistemata ai capell, smettere con i tatuaggi ecc…

Però da questa cosa vorrei che venisse fuori un’altra riflessione: quel commento detto da una persona anni fa era rimasto ben piantato come un paletto nel mio cervello. Ci sono voluti ANNI per toglierlo e capire che era una cosa superflua, che non faceva parte di me.

Questo per dire a tutti quelli che si sentono in dovere di esprimere giudizi su come uno si veste/pettina/tatua che prima di tutto dovrebbero chiedersi che impatto potrebbero avere quelle parole, e secondariamente tapparsi la bocca.

E a te, che magari vorresti farti quel tatuaggio sulla chiappa ma non sei convinta perché qualcuno ti ha fatto credere che i tuatuaggi sul culo stanno bene solo a chi ha il sedere sodo, a te voglio dire questo: amati oggi perché tutto l’amore che hai paura di darti non ti aspetterà all’infinito, amati e se vuoi fatti quel tatuaggio, tingiti i capelli come un Mt Little Pony, mettiti quei vestiti, fai tutto quello che hai paura di fare perché “Gli altri dicono che”. Perché sei tu che vivi in quella pelle, non loro.

La tua pelle, il tuo corpo, vivili come vuoi tu.

Postato originariamente su Instagram il 24/10/2019

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