Reykjavik: consigli pratici per un soggiorno breve

Se non avete paura di soffrire il freddo, vedere il sole solo per sei ore al giorno e venire spostati dal vento, allora potete prendere in considerazione una visita alla capitale più a Nord del Mondo.

Ma Reykjavik e l’Islanda non sono solo freddo e gelo: sono anche colori, natura e tranquillità.

I colori di Reykjavik

Camminare

Il primo consiglio è quello di camminare il più possibile lungo le strade della città. Le strade di Reykjavik possono sembrare tutte uguali ma nascondono colori e luci inaspettati a chi li sa cercare. Se capitate in inverno potreste anche trovare il lago Tjörnin ghiacciato, una spettacolo da ammirare soprattutto durante una bella giornata di cielo limpido e sole.

Il lago Tjörnin parzialmente ghiacciato

Se vi piacciono i musei sappiate che la città ne è piena: dal famoso Saga Museum al Icelandic Phallological Museum, ci sono gallerie per tutti i gusti. Se anche voi come me amate passeggiare nei cimiteri, sappiate che a Reykjavik ne esiste uno antico e perfetto sia per una bella passeggiata nel verde sia per un film horror: sto parlando del cimitero Hólavallagarður. Si trova esattamente a ovest del lago ed ha una peculiarità, è strapieno di alberi. Lo so che può sembrare una cosa strada da dire, ma in questo cimitero gli alberi sono così tanti da essersi ricavati dei posti anche dentro le tombe, anch’esse molto numerose. In pratica, se andate a fare una passeggiata nel cimitero, occhio a dove mettete i piedi.

Per darvi un’idea. Perdonate la scarsa qualità.

Dove mangiare

Non so bene come consigliarvi in questo caso. Il cibo è una cosa talmente soggettiva da essere per me difficile indicare i posti migliori, poi il mio soggiorno è stato decisamente troppo breve.

Posso comunque dirvi che se fuori dal ristorante trovare scritto “Þorramatur” allora siete davanti ad un tipico piatto nazionale, la famosa testa di pecora alla brace. Confesso che non ho provato né quella né altre particolarità locali come lo squalo fermentato e la balena. Vi dirò invece dove ho pranzato in quei giorni.

Il primo giorno ero di fretta, avevo freddo, ero stanca per il viaggio e avevo dormito male. Quindi decisi di optare per qualcosa di tranquillo e non troppo lontano dal mio ostello. La scelta ricadde sul Café Loki, un piccolo ristorante proprio davanti al Hallgrimskirkja. Qui, fra le altre cose, hanno lo squalo fermentato che viene servito con acquavite islandese. Dopo averci riflettuto su qualche minuto decisi che il mio stomaco non era pronto per un’esperienza così traumatica e optai per il piatto vegano del giorno. Non mi sono pentita di quella scelta, soprattutto dopo che il mio vicino di tavolo aveva quel piatto e il solo odore mi aveva dato la nausea.

Piatto vegano del giorno al Café Loki

Il secondo giorno optai per un ristorante chiamato “GOTT” e che si trova vicino al quartiere dello shopping. Quel giorno decisi che dovevo provare il pesce locale e devo dire che anche quella volta fui soddisfatta della mia scelta.

Fish Pie

Il terzo giorno mi recai fuori città con un tour guidato e pranzammo al Geysir Center, punto di riferimento per (quasi) tutti i turisti che vanno a visitare i famosi geysir. Non ho prove fotografiche della zuppa di pecora che mangiai, ma vi assicuro che era molto buona.

Il quarto e ultimo pasto da me consumato a Reykjavik altro non fu che un toast con formaggio e prosciutto accompagnato da una tazza di tea bollente in un piccolo caffé chiamato “Café Babalù” e del quale vi parlerò più avanti.

Interno del Café Babalù

In generale, Reykjavik offre un’offerta di cibo per un po’ tutte le tasche e i gusti, se mai dovessi tornarci cercherei di provare alcuni di quei ristoranti che ricordano vagamente i pub britannici.

Tour Fuori Città

Un’altra cosa da fare quando si visita la capitale islandese è uscire dalla città. Assolutamente. Se si vuole vedere un po’ dell’Islanda che ispirò il celebre Tolkien, allora bisogna prendere la macchina ed uscire.

Io Rohan me la immaginavo più o meno così

In mancanza di veicoli propri si può sempre contare su qualche tour guidato. Nel mio caso, scelsi il “Golden Circle Tour” ovvero un tour che parte dalla capitale alla scoperta di alcuni dei luoghi più famosi e suggestivi appena fuori Reykjavik. Come ad esempio il Thingvellir National Park, dove si può camminare nella faglia di Almannagjá, creatasi fra la placca tettonica euroasiatica e quella americana. Il tour comprende anche una visita alla zona dei geysir dove, vi assicuro, farete delle foto spettacolari ammirando la forza della natura. Per concludere, il tour vi porterà alla Gullfoss, ovvera la Cascata d’Orata, uno spettacolo che merita di essere visto almeno una volta nella vita. Piccola info, se riuscite ad arrivare alla cascata all’alba potreste ammirare un bellissimo arcobaleno che attraversa questa meraviglia della natura.

Gullfoss

I Café

Come rilassarsi prima di andare in aeroporto o dopo una lunga camminata? Facile, con una bella sosta in un café.

Ce ne sono molti, piccoli e grandi, sparsi nella città soprattutto vicino alle vie più turistiche. Io posso consigliarvene di cuore solo uno, il Café Babalù di cui sopra.

Il locale è decisamente piccolo se si pensa alla quantità di turisti e locali che lo visitano. Il servizio al tavolo c’è ma solo per il cibo, le bevande le dovete portare voi. La scelta è fra una selezione di toast, panini e zuppe.

L’arredamento è decisamente informale, difficile trovare doppioni di qualche oggetto d’arrendo, sembra quasi di essere in casa di qualcuno anziché in un café.

Al piano di sopra la situazione è più tranquilla e ci sono comunque abbastanza posti dove sedersi. Decisamente il posto ideale dove sedersi a leggere e aspettare che arrivi l’ora giusta per andare in aeroporto.

E voi siete mai stati a Reykjavik o più in generale in Islanda?

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