Recap

Holy Moly sono passati 10 giorni dall’ultimo vero aggiornamento sul viaggio! Chiedo venia. Mi sono presa una settimana (e qualche giorno) di vacanza dal blog… più o meno.

Il fatto è che sono cambiate un po’ di cose dall’ultimo aggiornamento. Abbiamo accettato la proposta di lavoro che si avevano fatto. Ve ne avevo parlato? Il lavoro stagionale nel fish&chips van? Nel caso faccio un rapido riepilogo: lavoro regolare e ben pagato nel ristorante locale, possibilità di un full time o part time (siamo in due, quindi dobbiamo decidere come giostrarcelo) fino a settembre/ottobre. Qui pagano sempre secondo legge e secondo le norme vigenti. Una boccata d’aria fresca rispetto a quello che ho sentito e visto in Italia. Ma sorvolando le solite lamentele (“You Italians are soooo good in complaining” cit.) torneremo qui in Scozia a fine Maggio, abbiamo già prenotato i biglietti. Biglietti, non solo perché torno qua con Silvia, ma anche perché resteremo una notte a Londra e poi ripartiremo per tornare a Drum. Incredibilmente, costa meno che prendere un diretto o fare tutto in un giorno. Mistero.

Tornando al presente, anzi, ai giorni appena trascorsi, siamo tornate ad Inverness lunedì perché avevamo il giorno libero. Anzi, per essere oneste, siamo andate in città dopo aver visitato il luogo della Battaglia di Culloden.

Piccola riepilogo storico: nell’Aprile del 1746 le truppe Giacobite guidate dal Principe Charles Edward Stuart si scontrarono contro l’Esercito Britannico guidato dal Duca di Cumberland, figlio del Re George II. Anche se la battaglia durò poco meno di un’ora, la sconfitta riportata dall’Esercito Giacobita fu assoluta, tanto che il Principe fuggì dalla Scozia poco dopo. L’esito della battaglia, nella quale persero la vita numerosi membri dei Clan delle Highlands, segnò un duro colpo per la popolazione scozzese, non solo in ambito politico ma soprattutto in ambito economico. Per spingere la popolazione delle Highlands a consegnare eventuali giacobiti, intere campagne furono bruciate e la popolazione fu ridotta alla fame. La battaglia segnò anche la fine del potere dei Clan per come era stato fino ad allora, i superstiti si sottomisero volontariamente alla Corona Britannica.

Prima di visitare il campo di battaglia, che si estende lungo una pianura fuori da Inverness, si può visitare il museo che offre una completa ricostruzione storica non solo della battaglia, ma anche degli eventi che portarono ad essa. Molto interessante il fatto che l’esposizione di sviluppi su due percorsi paralleli: a sinistra si ha il punto di vista del Governo mentre a destra si può seguire la storia dal punto di vista dei Giacobiti. Una scelta intelligenti che permette di avere una visione più completa ed imparziale possibile.

Consiglio una passeggiata nella piana dove troverete le due linee dei fronti segnate con delle bandiere: rosso per il Governo e blu per i Giacobiti.

Ad un certo punto del percorso si attraversa il cimitero del campo. Altro non sono che fosse comuni nelle quali vennero seppelliti i vari membri dei clan con i rispettivi sostenitori. Se fra di voi c’è qualcuno che ha visto la serie tv Outlander allora riconoscerete il luogo a probabilmente vi emozionerete nel sapere che, sì, esiste veramente la fossa comune dei Fraser, contrassegnata dalla propria pietra con il nome del clan scolpito sopra.

Durante la settimana siamo anche, finalmente, riuscite a provare la Tea Room del villaggio, che funge anche da Post Office. Il posto è piccolo ma accogliente ed offre, oltre al tea, una discreta scelta di dolci non di loro produzione, li prendono apparentemente da diverse pasticcerie di Inverness. Mi sono fatta tentare da una carrot cake ma non è stata una bella idea, perché l’impasto era decisamente umido e pesante. Almeno il tea era buono (peppermint state of mind).

Ieri, invece, ci siamo decise e abbiamo fatto una piccola gita ne bosco. Abbiamo seguito un sentiero all’interno del Craigmonie Wood, fino ad arrivare al Milton Viewpoint. Un’ora attraverso il bosco fra sali e scendi. La descrizione diceva che lungo quel percorso poteva capitare di trovare delle fauna locale. Ovviamente grazie alla mia solita sfiga non abbiamo visto niente. Però, ad un certo punto, abbiamo sentito un picchio intento a beccare rumorosamente il tronco di un albero. Un’ora nel bosco fra il vento, la pioggerella leggera e l’aria fresca. Una bella passeggiata. Ci sono altri percorsi che, forse, intraprenderemo nei prossimi giorni.

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Altre piccole news: ho iniziato un paio di corsi su Coursera (tutti corsi sulla scrittura in inglese) e ho scoperto Netflix. La fine della mia vita sociale. Madonna santissima quanta roba c’è su quel coso!

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