Forte Formaggio… no?

27/02/18

No. Era Fort George. Un forte, che funziona come guarnigione per la British Army, nato nel XVIII secolo per sedare le rivolte giacobite di quel periodo. Si affaccia sul Moray Firth ed è poco a nord di Inverness.

L’accesso ai visitatori è consentito nonostante al suo interno vi sia comunque la caserma in piena attività, con i soldati che vanno e vengono.

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Incisione sul muro della prigione, della anche “Black Hole” perché priva di finistre.

Dopo la rivolta giacobita la guarnigione è stata riempita da soldati delle Highlands reclutati dai vari esponenti (quelli anche vivi dopo Culloden) dei Clan, che hanno usato questo espediente per ripulirsi la fedina penale e poter godere del perdono della Corona Britannica.

All’interno di Fort George è presente il Highlanders’ Museum che mostra la storia dei soldati delle Highlands dalla loro “nascita” fino alla trasformazione in corpo della British Army per approdare all’epoca contemporanea.

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La nostra visita al Fort George non è durata molto perché Charlotte e Irene ci stavano aspettando in macchina, quindi dopo un’esplorazione di appena mezz’ora siamo tornate indietro.

Charlotte ci ha portare a visitare un posto che si trova poco lontano dalla guarnigione, ma che non ha niente a che vedere con il mondo militare. Siamo andate infatti a visitare la Cheese Pantry, un’azienda casearia che offre anche un servizio ristoro. C’è la possibilità infatti godere dei vari tipi di formaggio prodotti (e non) dall’azienda gustando bevande di diverso genere, dal classico Earl Grey a della birra oppure un caffé che non ho provato perché ormai sono diventata dipendente dalla teina.

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Noi quattro abbiamo preso un tagliere da 5 accompagnato da Earl Grey per me e Silvia, un English Breakfast per Irene e una cioccolata calda per Charlotte.

I formaggi erano di diversi tipi: brie, connage crowdie, mature cheddar e altre varietà delle quali purtroppo non ricordo il nome.

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Ricordo però benissimo il sapore. Erano tutti più che buoni e ho pensato che quello potrebbe essere i mio paradiso. Fortunatamente mi sono trattenuta dal comprare qualcosa. A quello c’ha pensato Irene che ha regalato a me e Silvia una busta ciascuno di scottish tablet, una droga dolcissima che ti uccide i denti. Si tratta di cubetti così composti: zucchero, burro, miele, estratto di vaniglia e sale. Assurdamente buoni.

Ah non vi ho parlato della conversazione molto interessante che abbiamo avuto con Charlotte l’altra sera.

A quanto pare siamo piaciute veramente tanto sia a lei che a Therese. Talmente tanto che Charlotte ci ha chiesto quando vogliamo tornare in Scozia, visto che il nostro rientro è programmato per il 27 Marzo perché Silvia si deve laureare e io devo sistemare un po’ di cose in Italia (tutta burocrazia). Ci ha anche parlato della possibilità di lavorare al ristorante/pub del villaggio, gestito se ho capito bene dal suo compagno. Si tratterebbe di un lavoro per circa 6/8 mesi tutto regolarmente scritto e certificato.

Abbiamo detto che ci penseremo, perché in teoria a quel punto dovremmo tornare su a Maggio dopo la laurea di Silvia. L’idea di avere vitto e alloggio gratis (thanks Charlotte) e lavorare solo il pomeriggio/sera non è affatto male, se si conta il fatto che i soldi non andrebbero spesi per affitto e mantenimento. Ci sto seriamente pensando, anche perché alla fine 6/8 mesi passano velocemente, in un attimo ti ritrovi in pieno autunno!

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