Inbhir Nis

Come già accennato, lunedì abbiamo avuto il nostro primo giorno libero e abbiamo deciso di passarlo interamente a Inverness, che dista circa 30 minuti dal villaggio.

Avremmo dovuto prendere il bus  ma siamo state fortunate e abbiamo invece scroccato un passaggio da un’amica di Irene.

Ci siamo fatte lasciare al ponte sul Caledonian Canal e abbiamo iniziato a camminare, senza sapere bene quanto fosse effettivamente lontano il centro della città.

Ci siamo imbattute immediatamente nel grande Tomnahurich Cemetery e da brave esploratrici abbiamo deciso che quello sarebbe stato un buon modo per iniziare la nostra visita della città. Il cimitero è molto grande dove si possono trovare le Commonwealth War Graves ovvero le tombe del militari (e talvolta civili) morti durante le due Guerre Mondiali. Abbiamo anche trovato la tomba di una ragazzo morto nella battaglia della Somma, si stima che siamo morti circa 420,000 soldati britannici in quella battaglia. In questa occasione ho fatto ascoltare a Silvia la poesia “Aftermath” di Siegfried Sassoon letta da Charles Dance durante la cerimonia per i 100 anni dalla battaglia. Ascoltarla davanti alla tomba di uno dei caduti mette i brividi e non mi vergogno a dire che mi sono commessa.

Lasciamo il cimitero e iniziamo a camminare verso la St. Andrews Cathedral, un’enorme chiesa sul fiume Ness e dalla quale si può vedere il Castello.

Guardando la mappa ci siamo accorte che non solo eravamo dalla parte sbagliata del fiume, ma non avevamo fatto il percorso che Pam ci aveva consigliato, cioè una passeggiata lungo il fiume passando accanto alle piccole isole che si trovano sul Ness.

Abbiamo raggiunto a piedi il Castello, che dall’alto guarda sul fiume e sulla città. Il castello attualmente è sede dell’Alta Corte ed è stato costruito nel XIX secolo. Sì perché in quel sito si sono avvicendati moltissimi castelli che sono stati via via parzialmente o totalmente distrutti per vari motivi.

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Curiosità: sembra che il vero primo castello di Inverness non fosse nemmeno su questo sito. Si tratterebbe del castello del famose Macbeth di Scozia. Sì, proprio quel Macbeth, quello di Shakespeare. Pare che in quel castello, la cui locazione si troverebbe a circa 1km di distanza da quella del Castello attuale, si consumò l’omicidio dell’allora Re Donnchad I (che noi conosciamo con il nome di Duncan).

Scendiamo dalla collina e torniamo nella strade della città. Inverness di lunedì è molto tranquilla e il museo che si trova sotto il Castello è chiuso, quindi abbiamo “dovuto” ripiegare su un po’ di shopping cittadino.

Abbiamo trovato una libreria discount e li siamo rimaste per almeno mezz’ora buona. Alla fine ne siamo uscite con tre libri a testa e un senso di pace interiore molto appagante. Sì, i libri sono in inglese.

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Nel tentativo di trovare un posto dove mangiare, siamo arrivate al Victorian Market, una galleria che raccoglie al suo interno diversi negozi e qualche café. Ci siamo fermate all’Annya’s Cafe dove abbiamo approfittato della all day breakfast per avere un pranzo ricco e sostanzioso.

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Siamo quindi andate al centro commerciale Eastgate che si trova vicino alla Rail Station.

La struttura assomiglia ad ogni altro centro commerciale. Negozi, punti ristoro ed una bellissima libreria che ci ha stregate. Si tratta di una delle Waterstones Bookshop e offre non solo una vasta scelta di volumi con edizioni più o meno ricercate, ma anche un superfornito reparto cartoleria e oggettistica. Ero quasi tentata di comprare un altro libro, poi mi son ricordata di quanto pesino in valigia e ho desistito.

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Il resto della giornata lo abbiamo passato passeggiando su e giù per le strade di Inverness. Ci siamo fermati al Greig St Bridge, un ponte completamente dipinto di bianco che scintilla sotto il sole del pomeriggio. Essendo un ponte pedonale, vi si può indugiare tranquillamente per fare delle bellissime foto al panorama circostante.

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Tornate sulla Bank St siamo entrate nel giardino della Old High Church dopo che un coniglio aveva catturato la nostra attenzione. Un coniglio che mangia tranquillo nel prato del cimitero, mai visto. Il cimitero in questione è infinitamente più piccolo rispetto a quello che avevamo visto all’inizio della giornata, ad ogni modo aveva anche lui delle storie da raccontare. A partire dalle tombe familiari una circondata da una piccola cancellata e l’altra chiusa da due imponenti muri in stile gotico. Qui si trovano anche le tombe di due giacobiti, morti a nove passi l’uno dall’altro.

Vicino a questa piccola ma suggestiva chiesa si trova la libreria più bella che abbiamo mai visto, la Leakey’s Bookshop. Si tratta di un locale a due piano pieno di libri. Letteralmente. Ci sono scaffali su scaffali e libri anche sul pavimento. Affascinante.

Anche qua, la tentazione di comprare qualcosa è stata forte. Non abbiamo preso nessun libro, solo una cartina della zona, che ci servirà per esplorazioni intorno al B&B.

Al nostro ritorno ci aspettavano Irene e Charlotte, la proprietaria del B&B che non avevamo ancora conosciuto di persona.

Da una prima impressione si direbbe proprio una persona piacevole, senza peli sulla lingua e dal carattere forte. La convivenza per adesso sta andando bene, vedremo cosa ci riserveranno i prossimi giorni.

Certo, non ci aspettavamo di dover sostenere una conversazione sulla situazione geopolitica europea e mondiale, ma ce la siamo cavata piuttosto bene.


Domani dopo lavoro aggiornerò con la giornata di Martedì, Fort George e il caseificio.

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