Fuga a Venezia

Ci sono luoghi che non hanno niente a che fare con la nostra concezione di casa, famiglia, affetti. Luoghi che non hanno legami con avvenimenti cardine della nostra vita. Eppure, talvolta alcuni di questi luoghi sembrano prenderci cuore e mente, fino a diventare luoghi mentali e fisici in cui tornare per ritrovare qualcosa, qualcuno, se stessi soprattutto.

Venezia è il mio luogo mentale. La città lagunare magica e distante. Venezia ti strega e ti illude di poter viaggiare per tutta la vita. Venezia è la città proibita e al tempo stesso è aperta al mare e al mondo. Qui ho deciso di rifugiarmi una settimana fa, solo per due giorni. Due giorni da sola, due giorni a camminare e fotografare, senza fermarmi se non per mangiare e dormire. Due giorni di solitudine e amore.

06/01/2018

Partenza alle 6.15 da Prato, attesa di un’ora per la coincidenza da Bologna e alle 10.20 ero a Venezia.

Ti manca il fiato quando esci dalla stazione e ti ritrovi davanti al Canale. Almeno, a me manca sempre il fiato.

Dieci minuti di marcia e sono a Cannaregio, appena fuori dal Ghetto, al mio piccolo Hotel scovato su internet. Consiglio moltissimo il pernottamento nella zona del Ghetto (Vecchio, Novo… fate voi), è un luogo tranquillo anche nelle ore di caos, quando i turisti affollano le calli più battute.

Giusto il tempo per il check-in e sono di nuovo in strada. Scusate, in calle.

Cerco di schivare la mandria di persone attorno a me, ma non è facile. Alla fine mi ritrovo a calcare le stesse calli di molti, che conducono tutte a San Marco, pur non volendolo.

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Fondamenta Misericordia 06/01/18

Avendo lasciato Corto (la mia guida) in Hotel, mi sono vista vagare per la città senza una vera meta se non quella di ammazzare il tempo finché la mia camera non fosse pronta. Vagare senza meta in una città che non si conosce può essere fantastico o terribile. A Venezia perdersi è pura magia. Ti ritrovi in campi avvolti dal silenzio nonostante l’ora di punta. Come ho detto, magia.

Visto che ero in zona Castello, ho deciso di fare una puntatina alla ormai famosissima Libreria Acqua Alta. C’era il mondo. Sembrava di essere in San Marco. Ad ogni modo, la ressa non turbava affatto il gatti che, sembra, hanno preso residenza in quel negozio.

Consiglio: nel retro della libreria c’è una scala di libri dalla quale potrete ammirare il rio da un’angolazione singolare. Se riuscite a salire.

 

I miei piedi e la fiumana di gente mi hanno portata in San Marco. Tornare in piazza è stato un misto di sensazioni. C’era meno gente di quel che pensavo, devo ammetterlo. La Basilica circondata dalle Procuratie ha ancora il suo fascino magnifico, uno splendore senza dubbio.

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Piazza San Marco 06/01/18
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Porta della Carta – Palazzo Ducale

Seguendo la memoria e la folla, mi sono diretta alla fermata del vaporetto. A Venezia si può fare l’abbonamento per il tempo che si decide di restare. Visitare Venezia senza prendere il traghetto sarebbe come andare a Roma senza vedere il Colosseo.

La linea 1 credo sia la migliore per una lenta gita nel Canal Grande. Fa tutte le fermate dal Piazzale Roma al Lido, per questo la chiamano “piscia can”.

Il vaporetto mi lascia a circa 5 minuti dall’albergo. Dopo 3 ore di sonno e dopo il pranzo comprato alla Coop lì vicino, decido di uscire ancora per fare un giro, sempre in vaporetto, ma questa volta prendo una linea esterna, precisamente la 4.1 dalle Fondamenta Nuove. Salgo e l’addetto mi avvisa che sarà lunga fino a San Marco, rispondo che non ho fretta e che amo i giri lunghi. Mi posizioni sulle scale esterne del vaporetto. Lo sconsiglio a chi ha la gola debole, si prende abbastanza vento freddo per tutto l’inverno.

Venezia vista dall’acqua è magica, vista dall’acqua mentre il sole cala è a dir poco un sogno.

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Se siete persone che non amano camminare da sole al buio, vi sconsiglio di provare a farlo a Venezia. Ad un certo punto mi sono ritrovata completamente sola nella zona del Mercato di Rialto. Stranamente, non avevo paura. Io mi sono sempre considerata una persona paurosa, ma sono anche un incosciente, questo mi permette di ritrovarmi sola e senza internet (telefono con batteria 20%) in posti bellissimi, come appunto il Mercato di Rialto. Non ho potuto fare fotografie, ma vi garantisco che ha qualcosa di speciale.

Tornata in Hotel mi sono rilassata davanti alla tv e mi sono addormentata dopo aver pianificato un poco il mio secondo ed ultimo giorno a Venezia.

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Fondamenta S. Giobbe

07/01/18

Chiuso lo zaino e sfruttato il deposito bagagli dell’Hotel, esco per quella che sarà una lunga camminata. Con me: la mia fedele Sony e la guida di Venezia di Corto Maltese.

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Rialto visto dalla terrazza posteriore del vaporetto 1

Consiglio: se avete abbastanza fortuna di trovare la terrazza posteriore dei traghetti vuota, sedetevi li. Comodamente seduti avrete una bellissima visuale dei canali.

Io ho avuto questa fortuna. Quel giorno il sole non aveva ben deciso se uscire oppure no. Nonostante ciò non era freddo o eccessivamente umido. Direi che era il clima ideale per camminare.

Il mio percorso è iniziato da San Marco, davanti all’Hotel Danieli, per la precisione. Da qui sono arrivata in San Zaccaria. Non ho potuto fotografare l’interno della chiesa perché sono entrata nel pieno di una funzione (la solita sfiga). Ad ogni modo, credetemi sulla parola quando vi dico che questa chiesa merita. Completamente tappezzata di quadri e affreschi, è splendida.

 

Da qui ho iniziato un lungo cammino che mi ha portata fino alla famosa scala del Bovolo. Qui ho ritrovato altri gatti. Vagando in città troverete moltissimi gatti rossi e ben pasciuti. Profughi vicentini? Chi può dirlo…

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La mia guida felina

C’è bisogno che vi dica che non ho percorso gli infiniti scalini di quella meraviglia architettonica? No, ovviamente.

Dopo una breve pausa ristoratrice in San Samuele, mi sono diretta verso il Teatro La Fenice. Qui ovviamente ho fatto l’unica fermata di shopping di questo week-end: una tote bag rossa con lo stemma di questo teatro che già dalla sala d’ingresso dimostra uno splendore che dalla facciata si può facilmente intuire.

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Teatro La Fenice

Da qui sono tornata alla fermata di San Marco Giardini e da qui il vaporetto mi ha riportata a Rialto. L’ombelico del mondo? Più o meno, ma da qui parte il secondo ed ultimo itinerario consigliato da Corto.

Passando dalle Carampane, attraversando calli larghe quanto me (quindi strette, nonostante tutto) mi sono ritrovata in Campo S. Giacomo dell’Orio. Dopo questo sia la testa che lo stomaco hanno iniziato a reclamare cibo, cibo e solo cibo.

Seguendo le mie gambe sono arrivata il ristorante pizzeria Al Garzoti. Ve lo consiglio caldamente. Si trova a pochi minuti dalla Basilica dei Frari. Hanno il wifi libero per i clienti ed una vasta scelta di piatti di carne e pesce. Sì, fanno anche la pizza.

Dopo questa sosta ristoratrice sono ripartita e sono arrivata in Campo Santa Margherita. Secondo voi, trovo un Campo praticamente deserto, con palazzi dai colori pastello stinto tipici di Venezia (soprattutto quando non c’è il sole), avrò fatto qualche foto? Ovviamente sì. Quanto ne saranno venute a modo? Pochissime.

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Campo Santa Margherita

A questo punto è iniziato il mio cammino verso le Zattere. Passando per San Nicolò Dei Mendicoli una chiesa sita davanti alla facoltà di Architettura.

Quando sono arrivata alle Zattere mi è tornato in mente quello che diceva Paolini nel suo spettacolo “Il Milione”, cioè che nessun veneziano le fa mai tutte in una volta. Sfida accettata. Ok io non sono veneziana, ma a maggior ragione.

Mi sono presa qualche minuto per apprezzare la bellezza della laguna vista dal Canale della Giudecca e poi ho iniziato a camminare. Sono arrivata a Punta Dogana, stanca ma soddisfatta. Ho anche registrato qualcosa sul telefono. Riporto qui sotto.

“Siamo arrivati alle ultime ore nella città insulare che sprofonda e mi viene da piangere come ogni volta che me ne vado da questa maledetta città, mi viene da piangere perché già mi viene nostalgia. Anche se fino a venti minuti fa ero stanca e volevo solo sedermi e tornare a casa, adesso mi sta assalendo una nostalgia allucinante. Adesso sto facendo la passeggiate delle Zattere tanto non c’è il sole, Stucky ha appena acceso tutte le sue luci e sembra veramente una maravegia di una famiglia antica, sembra veramente un palazzo con la sua torre e l’orologio sopra la scritta. Ed è tutto bello, anche dove c’è casino, anche dove c’è l’orda di barbari dei turisti. Anche io sono una turista quindi… Già mi manca questo posto e ancora non sono andata via. Sono le 16.00 fra poco dovrò andare in albergo, prendere il bagaglio e andare in stazione per andare a casa.

Questa città è talmente bella che ti fa venire voglia di piangere.”

Direi che posso anche chiudere qui la mia bellissima esperienza da sola a Venezia.

Grazie Venezia, grazie per essere l’Altrove di cui avevo bisogno. Grazie per i mille ponti, per i sotoporteghi bassi, per le calli strette e per gli odori assurdi. Grazie di tutto.

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Fondamenta Zattere

 

Link utili:

Guida “Corto Sconto. La guida di Corto Maltese alla Venezia nascosta” + Marco Paolini “Il Milione – Quaderno Veneziano”

Hotel: Antica Raffineria

Cibo: Al Garzoti

Vaporetto

 

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