Il Diritto di Sbagliare

Stamattina mi sono svegliata e, come quasi tutte le mattine negli ultimi mesi, mi sono messa alla ricerca di una camera in affitto. Ho mandato sms, mail e messaggi su FacciaTomo.

Mentre facevo tutte queste operazioni molto media e poco social, mi sono tornate alla mente svariate frasi che mi sono state rivolte negli ultimi tempi anche da persone molto vicine a me.

Le frasi riguardano soprattutto due cose “andare a vivere da soli” e “IL CANE” che sembra quasi un animale fantastico di Scamander (tipo l’aquila enorme superfiga). Vi cito qualche perla:

  • “Ma dove vuoi andare?”
  • “Non ce la puoi fare da sola. La vostra generazione non ha i mezzi”
  • “Aspetta”
  • “Un cane? Ma sei sicura? E se poi te ne penti?”
  • “Non fare cose TROPPO AVVENTATE”
  • “Oh guarda che poi io non ti vengo a portare fuori il cane/lavare casa/inserirecazzataqua”

Ce ne sono sicuramente altre, ma ora mi sfuggono.

Il punto è che io all’inizio sarei dovuto andare a convivere con un’altra persona che per motivi propri personali leciti si è tirata indietro. Adesso sono sola, con un cane in arrivo (tipo che arriva a Maggio come le rose) e posso solo permettermi una camera.

Questa è la situazione. La conosco anche troppo bene. Perché è la mia situazione e la devo gestire io.

E difatti qui sta il nocciolo della questione. Nella mia famiglia, che amo tantissimo, non se ne salva uno/a.

TUTTI hanno fatto le loro cazzate, tutti hanno commesso errori più o meno gravi. Errori che comprendono: lavoro, famiglia, matrimonio ecc…

La cosa fondamentale è che questi errori hanno avuto ricadute anche su altre persone intorno a loro, come è normale e come succede spesso in un nucleo familiare. Gli errori che commetti quando a casa non sei solo inevitabilmente si ripercuotono sull’ambiente attorno a te.

Ma va bene, perché fare errori e poi pagarne le conseguenze è più che giusto e naturale. Dagli errori si impara (chi ci riesce) e grazie a quelli si può progredire (chi è in grado).

Quindi mi chiedo, perché io dovrei restare ferma, impantanata in una situazione di stress che non mi fa stare bene? Perché non posso provare e sbagliare? Perché non posso fare un passo verso il mio obiettivo, inciampare e riprovare?

Dove sta la mia possibilità? Dove sta il mio diritto a sbagliare?

Andrò via di casa, prenderò il cane e farò come tanti altri giovani prima e dopo di me: arrancherò per arrivare a fine mese, mangerò pane e acqua ma VAFFANCULO lo farò con la consapevolezza che i miei errori sono MIEI e che non incidono sulla vita di chi mia sta attorno.

Non accetterò più freni da chi ha fatto le sue stronzate in gioventù ed in nome di una fantomatica “saggezza” si sente in diritto di impedirmi di provarci. Perché sono le stesse persone che mi ridevano in faccia perché a quasi 30anni sono ancora in casa con i miei. Quindi un po’ di coerenza per piacere. E anche un po’ di cazzi vostri, grazie.

Avete avuto la vostra giovinezza. Avete fatto i vostri errori. Avete battuto la testa contro il muro ceno, mille volte.

Adesso tocca a me.

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