Bitten – Kelley Armstrong

Bitten: La notte dei lupi (Women of the Otherworld, #1)Bitten: La notte dei lupi by Kelley Armstrong

My rating: 4 of 5 stars

Che dire, un inizio di saga promettente. Penso lo si possa leggere anche come volume unico, visto il finale.
La protagonista ha suscitato dentro di me emozioni contrastanti: indifferenza, rabbia, sconcerto, stupore e ammirazione… soprattutto da metà libro in poi.
Per le amanti dei triangoli dirò: c’è ma non sta al centro del racconto (amen).
Direi che questo libro ha un sacco di buoni ingredienti: testo descrittivo ma scorrevole e non pesante, eroina con una vera personalità, personaggi maschili ben differenziati, sesso, sangue e licantropi. Chi mi conosce sa che amo i licantropi.
Per adesso il mio personaggio preferito resta Jeremy perché: è il più vecchio (ed io ho un debole per i personaggi molto adulti, vedi Peter Hale), si incazza di rado a differenza di me, è severo ma giusto… poi ha i capelli lunghi ecchecavoli!
Dopo tutte queste belle cose forse (un forse grosso come Disneyland) vi starete chiedendo perché solo 4 stelle e non 5, facile: per quanto mi sia piaciuto, non mi dispiace di averli finito. Semplice no?

Trama

Toronto, ai nostri tempi. Elena Michaels è una giornalista di successo, ha un ragazzo normale che la vorrebbe sposare, ama correre di notte, correre veloce come il vento. Non sono certo le strade buie o i tipi loschi a farle paura perché dalla sua ha qualcosa di straordinario. È l’unica donna licantropo al mondo. Ha abbandonato il suo clan d’appartenenza e i comfort della villa, loro quartier generale, per una vita ordinaria. Indietro non si è lasciata solo un Branco ma anche Clay, colui che l’ha tradita trasformandola in un licantropo. Sarà l’amore per l’unico uomo che davvero le abbia toccato il cuore e il forte sentimento di appartenenza ai licantropi che la ricondurranno indietro, quando il Branco avrà bisogno di lei. È giunto per Elena il momento di scegliere tra l’amore per Clay e quello per il ragazzo della porta accanto, tra la sua nuova vita, tessuta su una tela labile e pregna di bugie, e la sua natura che, come la luna chiama le maree, la sta chiamando a sé.

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