{#Blogging101 – Day Four: Identify Your Audience} Ti racconto una storia…

…che comincia così: c’era una volta una bambina che pensava di poter fare tutto, che tutto fosse possibile. C’era una volta una bambina che non aveva paura di mettersi in gioco. La chiameremo, appunto, Bambina.

A Bambina piaceva mettersi in mezzo al cerchio quando giocava con i suoi amici dell’asilo, le piaceva salire sulla sedia e cantare le colonne sonore dei cartoni animati. Bambina non trovava complicato parlare con gli estranei, adulti o coetanei. Bambina preferiva giocare con i machi, perché facevano giochi più divertenti e perché così poteva stare con il bambino che le piaceva.

Bambina andò alle elementari e capì che non sempre si può fare tutto tutto. Ogniuno ha diritto al suo turno, per qualsiasi cosa. Ma a Bambina non dispiaceva, lei continuava a pensare di poter fare qualsiasi cosa nella vita: veterinaria, ballerina, portiere di calcio, artista, scrittrice. Bambina continuava a giocare con i maschi, adesso ha il suo primo fidanzatino.

Bambina però, un giorno d’autunno, scopre una cosa: la morte. Quella cosa orrenda si è portata via una delle persone che più amava al mondo. Bambina non capisce il perché. La famiglia glielo spiega. Bambina si arrabbia, piange. La famiglia si stringe su se stessa, si fa forza.

Bambina va avanti, si riprende e finisce la scuola elementare.

Bambina adesso non è più piccola, adesso è “adolescente”, quella parola strana che racchiude un periodo che potrebbe chiamare limbo. Bambina smette di fare attività fisica ma continua a mangiare. Questa è un’età che non conosce pietà. Bambina inizia ad ingrassare, diventa sempre più timida ed introversa. Bambina non ha molti amici nella nuova scuola e non va molto d’accordo con i professori.

Bambina non capisce perché adesso riesce a fare ancora meno cose di prima. Non capisce nemmeno perché la gente attorno a lei la tratti così male. Certo, magari è un po’ viziata ed ha un carattere difficile, ma non è una brutta persona. Bambina viene presa di mira da quelli che adesso verrebbero chiamati bulli. Bambina passa 3 anni d’inferno.

Bambina esce da quella scuola con qualcosa di rotto dentro di se. Non è più la stessa, ma non in senso buono. Non ha più autostima, non crede più né in Dio né in se stessa. Continua a ripetersi che non è in gradi di fare niente, che non serve a niente.

Bambina entra in una scuola superiore con delle amiche. Riesce a farsene di nuove. Ma quella scuola non fa per lei, che non ormai non riesce più a farsi venire la voglia di apprendere. In quella scuola boccia due volte, quindi se ne va.

Bambina adesso ha 16 anni ed entra in prima superiore in una scuola che nella sua città non è vista molto di buon occhi. Pazienza, si dice. Tanto io non ho voglia di fare niente e non so fare niente. Entra in quella scuola e la sua vita cambia in meglio.

Bambina conosce professori “umani” che la sostengono in quei periodi in cui tutto è così nero. Si costruisce nuove amicizie, riesce a capire meglio i suoi limiti. Bambina per la prima volta dopo anni si sente veramente parte di qualcosa di bello ed unico. Bambina passa 5 anni bellissimi circondata da persone che non dimenticherà mai.

Bambina ritrova un po’ della sua autostima, dei suoi sogni, delle sue capacità.

Bambina dopo quelle scuole è andata avanti, ha perso altre persone che amava molto e ne ha guadagnate di nuove. Bambina ha ancora paura del futuro ma si fa coraggio, che magari dietro l’angolo c’è qualcosa di bello che la farà sorridere. Bambina ha capito, a 25 anni, che non si deve vedere sempre il bicchiere mezzo vuoto.

Bambina adesso non si sente più bambina.

Se vi azzardate ad usare questa foto vi cavo gli occhi. Con amore ovviamente <3
Se vi azzardate ad usare questa foto vi cavo gli occhi. Con amore ovviamente ❤

Spero che la storia vi sia piaciuta. La dedico a tutti coloro che: mi hanno ferita, amata, difesa, offesa, abbandonata, abbracciata, baciata, confortata, schernita, consolata, bocciata, insultata, ammirata, amata ed odiata. La dedico alla mia famiglia ed a tutti coloro che ho incontrato nel mio cammino. Se sono quella che sono, è anche merito vostro.

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