La Variante di Luneburg – Paolo Maurensig

Da quello scontro imparai sue cose. La prima è che esiste nela nostra mente una sorta di confine che nella vita (intendo dire: nella vita di tutti i giorni) ci manca sempre lo stimolo necessario di raggiungere, ma superato il quale tutto si fa possibile. Quando varcavo quella soglia diventavo invincibile. Nulla mi sarebbe potuto accadere. La mia mente era in grembo al Grande Suggeritore, e allora spaziavo sulla scacchiera come uno sparviero che vola sopra un campo, e al cui sguardo non un fremito di foglia può sfuggire. Il mio avversario doveva subire e ancora subire le combinazioni più macchinose che avesse mai avuto modo di vedere. Per quanto abile e freddo, per quanto buon giocatore egli fosse, di fronte alla mia determinazione di quei giorni brancolava come un cieco in una palude. Lui non muoveva che pezzi di legno inanimati, mentre io facevo avanzare una schiera di temibili golem. In quei momenti mi sentivo onnipotente come Steinitz quando asseriva di poter giocare contro Dio concedendogli il vantaggio di un pedone.

L’altra cosa (solo con il passare degli anni, però, l’avrei capita appieno) era che, pur avendo vinto sulla scacchiera, sono stato in realtà io il vero sconfitto, perché sin dal primo momento ero stato complice di un disegno rivoltante. Il semplice fatto di essere rimasto in vita, testimone impunito dei loro assassini, mi accomunava ad essi; e per quanto mi illudessi di essermi eretto con tutte le mie forze a difensore dei mie compagni, nulla avrebbe mai potuto giusitifcare, agli occhi di Dio e della mia coscienza, il fatto che mi ero pur sempre giocato agli scacchi la loro vita.

TITOLO: La Variante di Luneburg  8a23c0011432beca49bb09ff8229f51d_w_h_mw650_mh

AUTORE: Paolo Maurensig

EDITORE: Adelphi

PAGINE: 158

COSTO: 7 €

Un colpo di pistola chiude la vita di un ricco imprenditore tedesco. È un incidente? Un suicidio? Un omicidio? L’esecuzione di una sentenza? E per quale colpa? La risposta vera è un’altra: è una mossa di scacchi. Dietro quel gesto si spalanca un inferno che ha la forma di una scacchiera. Asciutto, lucido, teso, questo romanzo ha rivelato Paolo Maurensig.

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