Sui Gatti

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  • Fu chiaro fin dall’inizio che ogni qualvolta c’era un lavoro da fare, il gatto si rendeva irreperibile. (George Orwell)
  • Si dice che a Ulthar, oltre il fiume Skai, non si possono uccidere i gatti, e mentre guardo la bestiola accoccolata a far le fusa davanti al caminetto, non ho nessun motivo per dubitarne. Enigmatico, il gatto è affine a quelle strane cose che l’uomo non può vedere. È lo spirito dell’antico Egitto, depositario dei racconti a noi giunti dalle città dimenticate delle terre di Meroe e Ophir. È parente dei signori della giungla, erede dell’Africa oscura e feroce. La Sfinge è sua cugina, e lui parla la sua lingua; ma il gatto è più vecchio della Sfinge, e ricorda ciò che lei ha dimenticato. (Howard Phillips Lovecraft)
  • Rousseau: Vi piacciono i gatti?
    Boswell: No.
    Rousseau: Ne ero sicuro. È un segno del carattere. In questo avete l’istinto umano del dispotismo. Agli uomini non piacciono i gatti perché il gatto è libero e non si adatterà mai a essere schiavo. Non fa nulla su vostro ordine, come fanno altri animali.
    Boswell: Nemmeno una gallina, obbedisce agli ordini.
    Rousseau: Vi obbedirebbe, se sapeste farvi capire da essa. Un gatto vi capisce benissimo, ma non vi obbedisce. (Jean-Jacques Rousseau e James Boswell)

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2 pensieri su “Sui Gatti

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