Igiene dell’Assassino – Amélie Nothombe

Sembra assurdo, ma ogni intervista è come un buon pasto, ha bisogno del giusto tempo per essere digerito, elaborato e “espulso” (che brutto termine) del resto lo afferma anche monsieur Tach “è una tappa certo indispensabile nel processo digestivo, ma assolutamente disgustosa”. (pag. 23)

I° intervista

Dopo una breve introduzione, si viene subito introdotti, insieme al primo giornalista, nella casa dello scrittore. L’intervista prende subito piede, ti coinvolge immediatamente e, per quanto mi riguarda, già alla sesta risposta di Tach provavo per il giornalista tanta pena. Il modo in cui tutta la conversazione viene descritta ti da veramente l’idea di essere li, come una mosca nascosta dietro a un soprammobile. Si può osservare come l’intervistatore, in buona fede, si scava la fossa da solo, per poi fuggire con la coda fra le gambe.

La cosa che all’inizio mi ha spiazzata, è la simpatia che l’obeso scrittore, Prétextat Tach, ha subito suscitato in me.

II° intervista

Qui, a mio inesperto giudizio, si ha il trionfo del grottesco. Nuovamente con la sua dialettica brillante Tach conduce, quasi per mano, il giornalista verso il baratro. Si sente, mentre descrive i suoi assurdi pasti, il godimento che trae nel mettere in difficoltà il ragazzo. Verrebbe quasi da dire che il giornalista è come un bambino davanti ad un film horror: nonostante la paura continua a guardarlo, ma alla fine non riesce a dormire la notte.

In questo capitolo, come già accennato, il protagonista è il cibo e Tach ne è il portavoce. Ma non si limita a parlarne, lo usa come arma per destabilizzare e annientare il suo avversario, in un gioco perverso e magistrale di parole e dettagli che porteranno l’intervistatore a fuggire per la nausea.

“Tach sfruttò a fondo le risorse poco note della nausea. Il grasso gli serviva da napalm, l’alexander da arma chimica. Quella sera, si sfregò le mani come uno stratega felice”

(pag. 30)

Sullo sfondo, quasi a completare non solo il quadro storico, ma anche quello mentale di Tach, c’è la Guerra del Golfo, che lo scrittore pare sperare che avvenga anche se, come dice lui stesso “Non è a un obeso invalido che bisogna chiedere il parere su questa crisi”.

(pag. 22)

TITOLO: Igiene dell’assassinoHygiène de l'assassin

AUTORE: Amélie Nothomb

TRADUTTORE: Biancamaria Bruno

EDITORE: Voland

PAGINE: 160

COSTO: 13.00 euro

COSTO eBOOK: 6,49 euro

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