Veglia di Morte

Ogni giorno, in conformità ai desideri del padre, il prete del villaggio che si interessava molto dell’educazione del figlio, il giovane Alyosha si recava in casa di una vecchia per imparare a leggere e a scrivere. Una sera, sulla via del ritorno, gli accadde di passare davanti al palazzo dello Zar. Anche i giovani ben educati non son esenti da qualche occasionale attacco di curiosità, e così Alyosha salì furtivamente sul davanzale di una finestra, si mise in punta di piedi e guardò dentro. Là nella stanza sedeva la principessa, unica figlia dello Zar, e si può immaginare la sorpresa di Alyosha nel vedere che la fanciulla, impegnata a far toletta, ad un certo momento si tolse la bella testa dalle spalle, la insaponò accuratamente, la risciacquò e se la pose di nuovo sulle spalle.

– Che donna ingegnosa! – pensò il ragazzo, che non aveva mai visto niente di simile. – Deve essere una strega! –

E rabbrividendo di paura se ne tornò a casa. Anche se Alyosha non lo sapeva, la principessa, asciugandosi l’acqua dagli occhi, aveva intravisto il suo viso al di là dei vetri, e per impedire che il popolo venisse a sapere che la figlia dello Zar era un strega, decise di ridurre per sempre in silenzio il ragazzo. Ma prima che potesse mettere in atto i suoi diabolici piani, essa cadde gravemente ammalata, e l’unica cosa che poté fare in simili condizioni fu di ordinare al giovane figlio del prete di leggere il Libro dei Salmi sul suo cadavere, per tre notti consecutive. Lo Zar promise, e qualche momento più tardi la principessa morì.

Posero il suo corpo in una bara e lo portarono in chiesa, poi lo Zar fece chiamare il prete e gli chiese se avesse un figlio.

– Sì, ho un figlio, Maestà – rispose il prete.

– Allora ordinagli di leggere per tre notti consecutive il Libro dei Salmi sul cadavere di mia figlia – disse lo Zar. – Essa mi ha espresso questo desiderio, in punto di morte. –

Tornato a casa, il prete disse a suo figlio di prepararsi per eseguire l’incarico affidatogli dallo Zar. Alyosha non disse niente, ma più tardi, mentre se ne stava seduto davanti ai suoi libri in casa della vecchia, questa notò che il ragazzo aveva la faccia pallida e tirata, e non poneva attenzione ai suoi insegnamenti.

– Che ti succede oggi, Alyosha? – gli chiese – Perché sei così triste? –

– Ho ben ragione di essere triste – sospirò Alyosha – Sono condannato. –

Non era certo questo il linguaggio che ci si aspettava di udire dalla bocca di un ragazzo; così la vecchia gli prese la mano, e gli chiese di spiegarsi meglio. Allora Alyosha scoppiò in lacrime e le raccontò quello che aveva visto al palazzo dello Zar, e le rivelò che la principessa era una strega.

– Ed ora, per tre notti consecutive debbo leggere il Libro dei Salmi sul suo cadavere! E certamente lei ne approfitterà per uccidermi – singhiozzò.

– Non aveva paura, Alyosha – disse la vecchia, che già sapeva tutto sulla vera natura della principessa – Ti dirò io cosa devi fare per salvarti. Prend questo coltello, e non appena entrato in chiesa, stanotte, descrivi un circolo in terra intorno ai tuoi piedi, e non muoverti di lì fino a che non sorgerà l’alba. Leggi i Salmi ad alta voce e, qualsiasi cosa accada, non voltarti indietro, o morrai. –

Quella sera stessa il ragazzo si recò in chiesa, descrisse un circolo in terra, secondo le istruzioni della vecchia, e cominciò a leggere i Salmi ad alta voce. Allo scoccar della mezzanotte, il coperchio della bara si mosse cigolando, e d’improvviso la strega balzò a sedere, dritta come un fuso, con i feroci occhi sbarrati. Poi, alzatasi lentamente in piedi, si diresse a tentoni verso il figlio del prete, facendo ruotare i bianchi occhi ciechi nelle orbite, e digrignando spaventosamente i denti acuminati.

Nel sentire i piedi nudi della strega che strisciavano sulle fredde pietre del pavimento, ad Alyosha di rizzarono i capelli in testa. Il cuore gli batteva nel petto come impazzito, e le pagine del libro vacillarono davanti ai suoi occhi, ma continuò a leggere e non si volse indietro. Quando la strega giunse davanti al circolo, si fermò d’improvviso, e, sebbene tentasse con tutte le sue forze, non riuscì a superarlo. Per tutta la notte artigliò l’aria al limite del circolo, ed al ragazza sembrava di udire le sue dita sfiorargli la nuca.

All’alba finalmente cantò il gallo; la terribile strega si precipitò nella tomba e vi si chiuse dentro. La veglia era finita, ad Alyosha tornò a casa.

La sera seguente accadde la stessa storia. Allo scoccar della mezzanotte, il coperchio della bara si alzò e la strega, più in forze della notte precedente, balzò fuori con gli artigli snudati nel tentativo di afferrare il ragazzo alla gola. Al limite del circolo però si fermò bruscamente, come impedita da un muro invisibile e, nonostante tutti i suoi tentativi, non riuscì ad oltrepassarlo. Il figlio del prete leggeva i Salmi ad alta voce, ma questa volta non era solo la sua voce a risuonare nella chiesa, perché d’un tratto il cadavere aprì la bocca, e dalle sue labbra esangui uscirono terribili parole. Un turbine di vento spazzò la chiesa, le pareti di pietra echeggiarono di paurosi fruscii, come se qualcosa vi strisciasse sopra. Innumerevoli paia di ali coriacee fluttuarono intorno al magico circolo, artigli affilati grattarono le lastre del pavimento. Il ragazzo sentì una moltitudine di scarafaggi strisciargli sulla pelle, ma strinse i denti e, pregando Dio, continuò a leggere i Salmi, e neppure questa volta si guardò indietro.

All’alba il gallo cantò, la strega si lanciò nella tomba, e la pace tornò a regnare nella chiesa. Quando la veglia giunse alla fine, il ragazzo se ne andò tutto tremante dalla vecchia, e le raccontò le orribili cose che aveva sentito intorno a sé, in chiesa.

– Ahimè, ragazzo mio, il peggio deve ancora venire! – disse la vecchia – La terza notte sarà la più penosa di tutte, e devi farti coraggio. Prendi questo martello e questi quattro chiodi; quando entrerai in chiesa pianta un chiodo in ogni angolo del coperchio della bara, e tieni il martello davanti a te, mentre leggi i Salmi. –

La sera Alyosha tornò di nuovo in chiesa e fece esattamente quello che la vecchia gli aveva ordinato. Venne mezzanotte, il coperchio della bara cadde a terra, la strega, si slanciò fuori e cominciò a correre da un lato all’altro della chiesa evocando tutti gli abitanti dell’Inferno. Si alzò un gran vento, le icone dei Santi e della Madre di Dio caddero sul pavimento, le finestre sbatterono, e tutto intorno al circolo nel quale era fermo il ragazzo apparve una moltitudine di diabolici essere con i capelli bruciacchiati, le code di drago, le ali di pipistrello, le zampe di scorpione. Una grande ondata di calore investì l’interno della chiesa e fiamme spettrali avvolsero le pareti. Il figlio del prete era terrorizzato, ma continuò a recitare un salmo dopo l’altro a voce alta, e senza mai voltarsi indietro. Finalmente anche quella interminabile, tormentosa notte ebbe fine. Risuonò l’amichevole canto del gallo, la strega ritornò nella sua bara, e tutte le fiamme dell’Inferno si dileguarono al primo sole. E là, nella bara aperta perché i chiodi posti agli angoli da Alyosha non avevano permesso di richiuderla, giaceva il perverso copro della perversa strega, col viso volto in basso.

Finita la veglia, la porta della chiesa di aprì, ed entrò lo Zar. Nel vedere le condizioni della bara, chiese spiegazioni al ragazzo. E saputo che la principessa sua figlia era una strega, ordinò che le si conficcasse nel cuore malvagio un palo di pioppo. E ordinò anche che il suo corpo venisse sepolto in terra non consacrata in modo che non potesse risorgere. Poi lo Zar ricompensò Alyosha, il coraggioso figlio del prete, donandogli un gran tesoro e altri generosi doni.

TITOLO: Russia – Racconti e Leggenderussian-tales-and-legends

A CURA DI: Charles Downing

TRADUZIONE: Rossana Valeri Guarnieri

ILLUSTRAZIONI: Joan Kiddell Monroe

PAGINE: 231

EDITORE: Janus – Bergamo

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