Storie di ordinaria follia (?)

C’è una cosa positivi nell’essere a casa, hai tempo per riflettere e per scrivere… e qualche minuto anche per fotografare. Quando, però, a casa hai anche un parente malato, il tempo a tuo completa disposizione è poco. Tuttavia sono riuscita a trovare cinque minuti per mettermi qui buona buona a scrivere.

Sono giorni particolarmente complicati questi, nonna a casa che (forse) per colpa dei farmaci sta dando un po’ di fuori, cosa che non facilita molto le cose. Il giorno è un continuo avanti e indietro da casa sua a casa mia e francamente non è facile avere a che fare con lei per tutto questo tempo. Io so di non avere il carattere più conciliante di questo mondo, ma lei mi batte (e non lo dico solo io). Detto questo, passiamo a cose più leggere che è meglio.

Ieri mi sono trovata nella scomoda posizione di chi non ha un cacchio niente nel frigo, non posso allontanarmi più di tanto perché altrimenti “Vai vai… se mi succede qualcosa chiamo il vicino” detto con quel tono che vuol dire “Pezzo di merda io soffro e tu pensi ai cazzi tuoi”, e va bé. Quindi mi sono ingegnata, ho recuperato un po’ di sugo al pomodoro e peperoncino (io ODIO il peperoncino) al quale ho mischiato una varietà strana di ingredienti. Due cucchiaini di maionese (quella che mio padre ha portato dalla Germania), due cucchiaini di salsa barbecue, sottoli vari (olive, carciofi, funghi ecc.), formaggio grattugiato, un cucchiaio di latte (sono seria) e infine due crackers sbriciolati. L’ho chiamato il “sugo della disperazione” e posso dire in tutta franchezza che era ottime e che lo rifarò (quando sarò nuovamente affamata a bestia). Il risultato è quello che potete ammirare qua sotto e sono piuttosto fiera di questo perché, ehm, tutto quello che ho messo nel sugo è servito anche a far sparire il sapore del peperoncino (che io ODIO).

Il "Sugo della Disperazine" è protetto da copyright e IO e solo IO posso quantomeno pubblicizzarlo u.u
Il “Sugo della Disperazine” è protetto da copyright e IO e solo IO posso quantomeno pubblicizzarlo u.u

Salutando con la manina questa specie di rubrica gastronomica molto improvvisata, direi che è ora di passare a cose serie. No, non parlerò dell’Università perché non ne ho voglia, non ho voglia di parlare dei due esami scritti che devo affrontare anche perché sono scritti e quindi mi sento già in grado di affrontarli in modo mooooolto tranquillo. No, non parlerò di quanto mi faccia incazzare che la mia gatta-bastarda, per farmi capire che vuole che le pulisca la lettiera (cosa che già faccio egregiamente), ci porti dentro cose di vario genere fra cui calzini, sciarpe, fazzoletti, giornali e stamattina anche il mio mattoncino/postit. No, non vi dirò quanto sia bella la mia macchina fotografica nuova fiammante che fa delle foto da urlo e che mi allieta le giornate. Non vi dirò nemmeno di quella volta in cui mi sono resa conto (ieri per inciso) di essere diventata una di quelle casalinghe che non vedono l’ora che inizi il loro programma preferito per vederlo e ri-vederlo quanto vogliono (thanks to Sky). Vi dirò solo che sono sull’orlo di un esaurimento nervoso e che non vedo l’ora di uscire di qui (ergo non vedo l’ora di dare gli esami così vado a Bologna!), vi dirò che fra mezz’ora devo tornare da mia nonna per accertarmi che prenda l’antidolorifico per la gamba, vi dirò che mi è passato l’appetito (infatti la mia maglia rosa con Hello Spank mi sta più larga), vi dirò che vi voglio bene perché anche se non ci vediamo so che ci siete, vi dirò che contrariamente a quello che ho detto prima dovrò comunque preparare da mangiare per mio padre e vi dirò anche che mi sono rotta i coglioni di tutto.

Ok credo di non aver nient’altro da dirvi… ribadisco che vi voglio bene perché mi sopportate sempre con le mie crisi da bimbaminchia-isterica-narcisista-egoista-stronza e potete aggiungere tutti gli aggettivi che volete 😉

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6 pensieri su “Storie di ordinaria follia (?)

  1. Se hai bisogno di consigli su come trovare cenette interessanti in un frigo vuoto fai un fischio….sono uno di quelli che non ha mai un cacchio nel frigo… ti capisco bene, anche per le altre cose, il tempo è prezioso, soprattutto quando non ce l’abbiamo.. Ciao!! a presto!

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