A.A.A.A.A.A.A.A.A.A.A.A.A.A. Studenti modello cercasi

Ieri ho ricominciato con l’Università, come avevo già annunciato. Ne ho dedotto che non sono una studentessa modello. Per esempio, sono arrivata alla stazione di Bologna alle tre, l’ora in cui cominciava il corso (dannati treni!) e invece che recarmi immediatamente verso la facoltà sono andata in copisteria per vedere se era arrivata la benedetta dispensa di Drammaturgia. Non era arrivata. Evviva! Faccio retro front e mi dirigo (più o meno verso la facoltà). Solo che la giornata era troppo bella, io mi sentivo ispirata e Bologna è bellissima e alla fine io… ho deviato! Mi sono infilata in una di quelle viuzze che sbucano in Piazza Maggiore e sono incappata in un sacco di negozietti carini che vendono principalmente roba da mangiare. Non mi sono fermata, anche se avrei potuto, visto che ormai un’ora del corso l’avevo già mandata a puttane. Però mi sono ripromessa di andarci, anche perché DEVO comprare quei cioccolatini a forma di tortellini e macarones! Ok tornando a noi, alla fine sono sbucata in una strada di cui non ricordo il nome, e che porta proprio sotto le torri. Nemmeno a farlo apposta appena attraversato mi trovo davanti all’entrata posteriore di una delle tre (forse più) Feltrinelli presenti a BO. Le porte automatiche si aprono e io (interpretandolo come un segno del destino) entro dentro. C’ho messo un quarto d’ora per decidere cosa comprare e uscire viva di li! si bé, dovete sapere che è parecchino che non mi compro un libro LIBRO. Quindi ho optato per qualcosa che forse un giorno mi tornerà utile anche al DAMS ovvero “Storia della Bellezza” a cura di Umberto Eco. Per dirla tutta, ad attirare la mia attenzione è stato lo sguardo (non troppo vispo) di Eleonora da Toledo che mi guardava dalla copertina. FINALMENTE riesco ad arrivare in facoltà, giusto in tempo per sapere dal professore che la dispensa è online dal giorno prima ma che, visto che non tutti possono scaricarla, l’avrebbe portata oggi (mercoledì) nella famosa copisteria. Sorrido ringraziando e mi metto a sedere, alle quattro e un quarto la lezione riprede e io mi metto a prendere appunti in un modo così preciso che quasi mi sconvolgo. Forse dovrei fare della passeggiate più spesso prima di andare a lezione! Ad ogni modo, di due ore (più o meno) di lezione ho seguito solo 41 minuti e 14 secondi (ho usato il registratore perché talvolta perdo qualche parolina, capita!).
Non avevo mai fatto una “forca” del genere. Mi è successo di seguire un corso invece di due, oppure di restare a casa perché non avevo voglia, ma di andare e tergiversare in quel modo no, mai. C’è una prima volta per tutto! Però c’è un fatto positivo, sono arrivata a lezione così fresca e tranquilla che mi ricordo tutto quello che il professore ha detto.

Per quanto mi riguarda le parti più belle dello studiare a Bologna sono: le passeggiate che faccio per arrivare ai corsi e i viaggi in treno. Amo stare in treno, soprattutto perché (al contrario dei treni per Firenze/Firenze Campo di Marte) trovi sempre un posto a sedere senza dover lottare. Sembra assurdo, soprattutto nei treni della mattina presto (7.37), ma è così. Io poi cerco sempre di mettermi davanti alla porta, così so che il primo posto che becco al finestrino è mio. Raramente mi è capitato di dovermi accontentare di altri posti, e quelle rare volte era solo perché arrivavo in ritardo, causa traffico e autobus in ritardo. Ma ieri sera, nel treno delle 18.13 eravamo in pochi, la maggior parte lavoratori che magari (causa sciopero) era stati costretti a rimanere a BO fino a quell’ora.

Ieri sera mi sentivo ispirata mentre tornavo a casa, e mi sono messa a fare una serie di scatti demenziali al finestrino, cercando di catturare le luci che erano fuori per creare quei begli effetti. Solo che ho usato il telefono e il risultato è quello che è (vedi sopra!).

Oggi sono andata in biblioteca (benedetta lei!) per fare un po’ di scorta di libri. Devo scegliere quale portare all’esame (sempre di Drammaturgia) ma non sono capace di scegliere un libro senza prima aver almeno provato a leggerlo, la trovo una cosa inconcepibile. Mia madre, che era con me, ne ha approfittato per prendersi un libro e due DVD. Santa donna che non sapeva che la famosa scena della partita a scacchi con la Morte era del film “Il Settimo Sigillo”. Andare in biblio mi è servito anche per un altro motivo.

Ora, io sono una grande spendaccione, e ho preso da mia madre. Proprio davanti alla biblioteca c’è un negozietto che vende borse/cartelle/borsine riciclate. Mi ero sempre ripromessa di fermarmi per dare un’occhiata, e stamattina avevo il tempo per farlo. Morale della favola, ne sono uscita fuori con una borsa nuova. La amo (come mi succede per tutte le mie borse), è enorme e dentro ci poteri mettere anche la mia gatta (e parliamo di una gatta che pesa più di 5 kg). Per il prezzo, beh preferisco non dirlo, però ho fatto a mezzo con mamma promettendole che anche lei ne avrebbe usufruito. Ovviamente lei sa che non accadrà mai, però per amore mio ha acconsentito lo stesso. Santa donna.

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