Lettera aperta di chi non sa più cosa pensare

Non so, forse sono troppo buona, troppo ingenua e troppo giovane. Ieri sera, quando alla tv ho visto la conferenza stampa tenuta da Mario Monti e da suoi ministri, ho trovato bello che il ministro del Welfare, Elsa Fornero, si sia commossa mentre parlava dei sacrifici che, ovviamente, non la toccano direttamente, ma toccano i cittadini più disadagiati. Ora, nella mia famiglia non abbiamo soldi a palate e non siamo certo ricchi o benestanti, quindi risentiremo (come il 99% di chi già paga le tasse) delle manovre del Governo. Proprio perchè queste manovre ci “attaccheranno” in prima persona, ho trovato quantomeno umano il comportamento del ministro. Se consideriamo il precedente (a aimè eletto) Governo, non si può certo dire che siamo “sempre nelle mani dei soliti politicanti”, anche perchè loro non sono politici, ma tecnici.

E qui sta il punto, perchè un governo di tecnici alle redini di un paese stanco e che non vuole più correre? Semplice, perché nessuno dei mille schieramenti, partiti e partitini d’Italia si sarebbe mai accollato il peso di fare manovre impopolari e dolorose. Meglio che ad accollarsi tale responsabilità (e il disprezzo di mezza Italia) sia un governo provvisorio, fatto di tecnici, che dopo questo si ritirerà in silenzio senza fare pio. Quando poi, come accade sempre in questo strano strano paese, arriverà il prossimo governo si parlerà dei “salvatori della patria” che grazie alle libere elezioni hanno strappato l’Italia dalle grinfie di tecnici e banchieri.

Agli italiani, si sa, non va mai bene niente. Il paese va male ed è colpa del governo, sia cambia governo e al storia è sempre la stessa. Solo che questo governo sta effettivamente facendo qualcosa per togliere l’Italia dalla melma in cui sta affogando. Non mi sembra un concetto poi così complicato da capire. O affoghi o fatichi per uscire. Mi sembra assurdo pensare che si possa uscire dalla crisi senza fare sacrifici. Certo, è vero che i sacrifici gli fanno sempre gli stessi, e non è giusto, ma esaminiamo le dimaniche. Per diminuire gli stipendi di parlmentari, onorevoli e company, il governo deve fare un decreto, che deve comunque passare l’approvazione delle camere. Ma secondo voi, i partiti (di qualunque schieramente) voteranno veramente a favore di un decreto che potrebbe impedirgli di comprarsi l’ennesima Maserati? Ci sono manovre, cari i miei italiani, che non possono essere fatto per colpa dei politici che noi (e prima ancora, voi) abbiamo votato. Prendetevela con al gente che avete votato, sulle quali contavate, e non su chi si deve accollare il peso di un paese distrutto, spezzato, corroso nel midollo.

Io ho 21 anni. Non avrò mai una pensione vera, a meno che non lo faccio con l’assicurazione privata. Non avrò mai una vita stabile e probabilmente passerò i migliori anni della mia vita fra un lavoro precario e l’altro. Mi fa male vedere il mio paese in queste condizioni, quando ero piccola ero fiera del mio tricolore, appeso fuori dal terrazzo. Ma poi, con fatica e dolore, ho dovuto rimetterlo nel cassetto. Questo non è il paese di cui ero orgogliosa di far parte.

Oggi, non so per colpa di chi, io non mi sento pià italiana (ma per fortuna e purtroppo lo sono).

ps. mi scuso per l’apparente non senso delle frasi e dei discorsi, ma da semplice cronaca, questo post è diventato una lettera.

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